Albareto e storia: Il comune nella Resistenza

Un po’ di Storia…

La seconda guerra mondiale fu uno dei più grandi conflitti armati della storia dell’umanità che vide la morte di circa 54 milioni di persone tra soldati e civili. L’Italia entrò in guerra nel 1940 a fianco della Germania ma, avendo un esercito nettamente inferiore a quello tedesco per armamenti ed attrezzature, non riuscì a sostenere l’enorme sforzo bellico e l’ 8 settembre del 1943 firmò l’armistizio ( una resa incondizionata ) .

Da quel momento i tedeschi ritenendo gli italiani dei traditori incominciarono a fare numerose stragi di italiani .

Molti uomini, anche giovanissimi si rifugiarono nella “macchia” (nei boschi ) per sfuggire ai soldati tedeschi.

Supportati dalla popolazione e dagli alleati che gli fornivano i viveri si organizzarono in  gruppi rivoltosi e presero il nome di Partigiani.

La Resistenza da loro offerta impedì l’insediamento stabile dei nazifascisti e agevolò enormemente il lavoro delle truppe alleate che poterono respingere più facilmente i nemici.

Il ruolo di Albareto

La posizione geografica di Albareto che si trova  ai confini di Liguria, Toscana ed Emilia Romagna è sempre stata strategica.

Albareto diede un importante contributo all’Italia già durante la Guerra del 15-18 durante la quale perse 200 dei suoi figli migliori.

Nel 1928 il comune fu aggregato dal governo fascista al comune di Borgotaro.

All’entrata in guerra nel 1940 Albareto contava circa 3500 abitanti, le strade utilizzabili erano poche e la popolazione era costituita in gran parte da contadini e boscaioli.

Gli abitanti dovettero subire tutte le conseguenze degli sbandamenti delle truppe di stanza in Liguria e Toscana: i militari avevano bisogno di cibo,divise e mezzi per raggiungere le famiglie lontane e la nostra gente diede tutto quello che poteva e che aveva.

Nel Novembre del ‘43 cominciarono a formarsi i primi piccoli gruppi di ribelli e nei primi mesi del ‘44 iniziarono i primi rastrellamenti e combattimenti contro i fascisti .

In Marzo si costituì il gruppo “Centocroci”, la rappresaglia partigiana più importante della zona di Albareto e dintorni che iniziò le proprie operazioni disarmando le caserme nazifasciste del passo di Cento Croci dalle quali recuperò armi e munizioni.

Nel frattempo sorsero altri gruppi di ribellione nel confinante comune di Zeri con i quali il gruppo “Cento Croci” si coalizzò per annientare le forze nazifasciste.

 

Alcuni partigiani della Brigata Cento Croci

 

Quadro in memoria dei fondatori della Brigata Cento Croci

Questi uomini, che combatterono con sangue e sudore, anche se dotati di armamenti inadatti, riuscirono a respingere le forze nemiche e a dare un importante  contributo alla patria.

Oggi tutti coloro che persero la vita durante la guerra sono ricordati nel monumento dinnanzi all’attuale palazzo della comunalia (ex ospedale di guerra), grazie al loro impegno  il 15 giugno 1999  Albareto ha ricevuto la medaglia d’argento al valor militare .

Monumento ai caduti davanti al palazzo della Comunalia

 

Monumento con i nomi dei caduti in guerra

[Fonte: Appunti del partigiano Aldo Tambini]

Appunti di Aldo Tambini

 

A cura di: Battaini Cristian, Bianchin Alessia & Sabini Guglielmo